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venerdì, Giugno 21, 2024
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Lo sport come simbolo di resistenza

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Ogni anno, il 25 aprile, l’Italia celebra la Festa della Liberazione, commemorando la fine dell’occupazione nazista e del regime fascista durante la Seconda Guerra Mondiale. Questa data è un momento cruciale nella storia italiana, simbolo di libertà, resistenza e sacrificio. Eppure, potrebbe sorprendere scoprire che c’è un legame profondo tra lo sport e questa festività nazionale.

Lo sport, con la sua capacità di unire le persone, di promuovere la resilienza e di ispirare la speranza, condivide molte somiglianze con lo spirito di resistenza incarnato dalla Festa della Liberazione. In questa analisi approfondita, esploreremo come lo sport abbia giocato un ruolo significativo nel rafforzare i valori di libertà e solidarietà durante i periodi bui della storia italiana, e come continui a farlo ancora oggi. Durante gli anni dell’occupazione nazista e del regime fascista, lo sport rappresentava molto più di semplice intrattenimento. Era un mezzo di resistenza silenziosa, un modo per esprimere la propria identità e ribellarsi contro l’oppressione. Molti atleti e appassionati di sport hanno continuato a praticare le proprie discipline nonostante le restrizioni e le minacce, dimostrando una straordinaria determinazione e coraggio. I partigiani, simbolo stesso della lotta per la libertà, spesso utilizzavano lo sport come forma di addestramento fisico e coordinamento, preparandosi per le azioni di resistenza contro le forze nemiche. Le storie di atleti che hanno combattuto sul fronte e poi sono tornati alle loro discipline sportive con ancora più determinazione sono diventate leggende di coraggio e sacrificio.

Quella che può essere ricordata con più affetto è senza dubbio quella di colui che viene definito ancora oggi il padre-partigiano del ciclismo italiano, Alfredo Martini. Commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo dal 1975 al 1997 fu prima un corridore professionista dal 1941 al 1957 quando dovette fermarsi per intraprendere un’altra corsa; assistere i partigiani in cima all’appennino toscano, ma sempre insieme alla sua bicicletta.

La frase celebre, “Ho portato in bicicletta carichi di bombe molotov alle formazioni partigiane presenti sul Monte Morello”, raccontava Martini “e solo ora penso che se fossi caduto sarei saltato in aria”. Non cadde, non saltò in aria. Anzi, questi sportivi, insieme a tanti giovani uomini e donne, ci consegnarono un paese libero e un mondo migliore.

Lo sport ha anche svolto un ruolo cruciale nel cementare i legami comunitari durante i momenti più difficili della storia italiana. Gli eventi sportivi, come le partite di calcio locali o le gare di corsa, fornivano un’occasione per la gente comune di riunirsi, dimenticare le proprie difficoltà e sostenersi a vicenda. Queste manifestazioni di solidarietà e unità hanno contribuito a mantenere vivo lo spirito di resistenza e speranza. Anche dopo la fine della guerra, lo sport ha continuato a svolgere un ruolo fondamentale nel ricostruire il tessuto sociale e morale del paese. Le squadre sportive sono diventate simboli di rinascita e resilienza, ispirando la popolazione a guardare avanti con ottimismo e determinazione.

Oggi, lo sport continua a essere una parte integrante della celebrazione della Festa della Liberazione. Le maratone, le partite di calcio commemorative e altri eventi sportivi organizzati in tutta Italia non solo onorano il passato, ma rinnovano anche l’impegno verso i valori di libertà, democrazia e solidarietà. Questi eventi uniscono le persone attraverso la pratica sportiva e offrono anche un’opportunità per riflettere sulle lezioni apprese dalla storia e sull’importanza di preservare e difendere la libertà e la democrazia. Lo sport e la Festa della Liberazione sono intrecciati da un legame indissolubile di resilienza, solidarietà e celebrazione. Attraverso la pratica sportiva, gli italiani hanno dimostrato una straordinaria capacità di resistere all’oppressione e di riaffermare i valori fondamentali della libertà e della dignità umana.

Mentre celebriamo la Festa della Liberazione, è importante ricordare il potere unificante dello sport e l’impegno continuo per promuovere la pace, la giustizia e i diritti umani. In un mondo ancora segnato da conflitti, guerre e ingiustizie, lo sport rimane un faro di speranza e un veicolo per il cambiamento positivo.

Tra poco vivremo le Olimpiadi, massima espressione dello sport che unisce cinque continenti in un unico posto. I cinque cerchi colorati che si intrecciano simboleggiano questo, unione e libertà, non facciamoci sfuggire questa occasione, sarebbe l’ennesima. Che la storia di Berlino ’36 con Jesse Owens e Luz Long sia da insegnamento, che la si diffonda a scuola, che la si propagandi per le strade, ovunque, purché si comprenda una volta per tutte. Buon 25 Aprile.