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venerdì, Giugno 21, 2024
Calcioeditoriali

Addio San Siro, perdonali se puoi. Ma anche no

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Ormai certa la rinuncia allo Stadio Giuseppe Meazza, Milan e Inter cercano casa

Ha ormai le ore contate, pochi anni in questo caso, lo stadio che per quasi un secolo ha ospitato il Milan e per settantasei anni l’Inter. Probabilmente l’inaugurazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 sarà una delle ultime fotografie di un impianto che ha segnato la storia del nostro Paese, non solo a livello sportivo. San Siro, che è di proprietà del Comune, non è più un’opzione per le nuove proprietà di calcio meneghine che da anni stanno portando avanti insieme un progetto con il Comune di Milano per costruire una nuova struttura sulle ceneri del vecchio stadio. Il progetto condiviso tra i due club e il Comune di Milano tiene insieme molteplici obiettivi, illustrati molto chiaramente dal Sindaco Beppe Sala nel suo podcast di questi giorni: aumentare gli introiti dei club stessi, la condivisione degli oneri di investimento, e non ultimo, tutelare la centralità di Milano nella storia delle sue squadre gloriose. Le notizie di questi giorni fanno ipotizzare una frattura tra le due parti, con entrambe le società che pongono molta attenzione ai bilanci, si fanno strada ipotesi alternative all’iniziale progetto di rimanere a San Siro. I rossoneri infatti hanno iniziato a pensare di andare da soli, cosa che potrebbe spingere anche l’Inter ad allontanarsi. Inizialmente il Comune ha cercato di mediare spingendo per far rimanere almeno una delle due squadre al Meazza sia per motivi di prestigio ma anche per motivi economici dato che entrambi i club versano nella casse comunali otto milioni di euro all’anno. Il sindaco Sala infatti ha proposto loro una forte ristrutturazione arrivando a concedergli addirittura la proprietà e quindi la gestione, ma nulla da fare. Questa vicenda intricata è dovuta al fatto che questo calcio non è più sostenibile e servono sempre nuovi introiti, il motivo per il quale i club milanesi vogliono uno stadio di proprietà non è infatti legato ad un fattore di sicurezza, le società di calcio vogliono un’area extra nei pressi del proprio stadio, come hotel, uffici, ristoranti, negozi, bar, cinema, parcheggi e centri commerciali che però non sono compatibili con l’attuale area secondo le regole del Comune. Ecco spiegato perché ora si parla di fuga da San Siro, non ancora resa ufficiale ma solo ipotizzata. Ad ora entrambe le società non hanno formalmente rinunciato al progetto su cui hanno lavorato insieme, ossia un nuovo stadio in quella zona (che per una questione di spazio prevederebbe in ogni caso l’abbattimento del vecchio). E’ doloroso arrivare a questo punto, il calcio vissuto diventerà sempre più per pochi eletti, è ovvio che per rientrare nei costi i prezzi dei biglietti aumenteranno, è chiaro che gravitare in quelle zone aggiungerà un costo oltre al biglietto dell’evento. Andare allo stadio varrà un sacrificio molto superiore a quello attuale, e non tutti potranno permetterselo. Dobbiamo chiederci insieme come mai si è arrivati a questa situazione: abbattere e quindi svilire la storia del calcio pur di non cambiare le regole che hanno portato a questo massacro è pura follia, puro masochismo che gioca con l’amore e la passione che le persone nutrono per questo sport.

A questo punto la cosa migliore credo sia quella che Milan e Inter trovino altrove una soluzione indipendente, San Siro rimarrà per concerti, Nazionale, partite neutre e magari il calcio femminile che meritatamente sta avendo sempre più consensi. Staremo a vedere cosa succederà, l’unica certezza è che questo derby verrà clamorosamente perso da entrambe le squadre.

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