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venerdì, Giugno 21, 2024
F1

La F1 vuole prendersi tutti

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Negli anni avvenire spazio a rivoluzioni regolamentari e tecniche che puntano alla spettacolarità e alla sostenibilità del movimento

Ci siamo quasi, arriva febbraio ed entriamo nel mese delle presentazioni ufficiali delle monoposto di F1. Il via al mondiale ricordo si terrà il 5 marzo, e siamo già in trepidante attesa. Inutile negarlo, negli ultimi anni la F1 ha cambiato pelle, l’appeal è schizzato alle stelle, merito del lavoro svolto specialmente nell’ultima decade avendo sempre come stella polare la sicurezza dei piloti; una misura su tutte l’Halo, introdotto nel 2018 che ha già salvato diverse vite e un Roll-bar più resistente che vedremo invece dal 2023.

E’ finito il tempo in cui ci si annoiava, ogni Gp è sempre avvincente e incerto, e tutto quello che gli ruota intorno è in continua evoluzione. Un occhio di riguardo è inevitabile sia rivolto anche all’ecosostenibilità con un ambizioso piano per rendere il circus “carbon neutral”. L’iniziativa riguarderà le vetture, le strutture e la logistica dei team e dei tifosi. Si investiranno infatti risorse nel sistema ibrido riequilibrando la potenza del motore (emettendo quindi sempre meno CO2,) e gli eventi saranno resi sostenibili con l’eliminazione della plastica monouso e il riutilizzo, il riciclaggio o il compostaggio di tutti i rifiuti. E fin qui c’è solo da togliersi il cappello, non abbiamo dubbio alcuno. Più perplessità suscitano invece i regolamenti sportivi che stanno prendendo piede e soprattutto la ricerca di nuove “location”. La verità prima di tutto è che i circuiti cittadini divertono poco, eccezion fatta per Monte Carlo che è pietra miliare e una delle pagine più iconiche della F1, Baku (Azerbaigian) e Marina Bay (Singapore) lasciano un po’ a desiderare in quanto a spettacolo in pista, ma ormai si sa, l’Oriente va di moda. Inoltre mi auguro che questa incessante ricerca di circuiti moderni tipo la new entry Las Vegas che vedremo appunto nel 2023, americanata doc perché non bastava Miami, non vada a sostituire i circuiti più storici tipo Silverstone, Monza, Suzuka e Spa su tutti; un conto è chiamare le curve dei circuiti con la storia dei personaggi e dei luoghi della F1, un altro è chiamarle con i numeri. Raddoppieranno anche le sprint race che accumulano sempre più consensi; da tre a sei. Belle e avvincenti sicuramente ma azzardare questa formula come determinante per la posizione in griglia del Gp vero è pura follia. Lottare per il titolo e magari all’ultima corsa partire ultimo in griglia perché un Latifi qualsiasi ti viene a sbattere non mi pare il massimo. Bene invece l’assegnazione dei punti ai primi otto classificati, mette pepe e brio prima della gara vera. La difficoltà è ottenere il massimo merito con il massimo spettacolo, questa è la sfida a mio avviso, da vincere.

Insomma, di carne al fuoco la F1 ne mette parecchio, le salse sono giuste, la cottura è a puntino e i risultati come anticipato sono ottimi. Bisogna che cerchino di non strafare però, la strada come ampiamente detto è certamente quella giusta e sono sicuro che Domenicali saprà trovare il giusto equilibrio per portare più in alto possibile questa bellissima realtà. Grazie anche alle voci che raccontano la F1, dalle più giovani alle più esperte, le emozioni sono molteplici, e non vediamo l’ora che il paddock riapra per continuare a sognare e arrivare a tutti noi.

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